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Illustrazione della rete POCT territoriale collegata al laboratorio clinico

DIAGNOSTICA TERRITORIALE E POCT

POCT sul territorio: la velocità del test conta solo se il risultato entra davvero nel percorso di cura

Pubblicato il 24 settembre 2026 | A cura della redazione Medaca

Introduzione

La diagnostica di prossimità sta diventando una componente importante dell’assistenza territoriale. I Point of Care Testing, o POCT, permettono di eseguire alcuni esami vicino al luogo di cura del paziente, anche fuori dai locali del Laboratorio clinico.

Il vantaggio più evidente è la rapidità. Ma un risultato disponibile in pochi minuti non è automaticamente un risultato utile, sicuro o capace di migliorare la presa in carico.

Il documento tecnico AGENAS sui POCT in ambito territoriale, aggiornato a luglio 2026 a supporto dell’attuazione del DM 77/2022, propone un modello nel quale la diagnostica decentrata resta collegata alla Medicina di Laboratorio. Il punto non è soltanto portare uno strumento più vicino al cittadino: è costruire un sistema affidabile intorno al dato prodotto.

Che cosa sono i POCT

I POCT sono esami diagnostici eseguiti direttamente nel luogo di cura del paziente. Possono rispondere a esigenze di emergenza, organizzative o assistenziali e sono spesso utilizzati da professionisti sanitari che non lavorano abitualmente nel Laboratorio clinico.

AGENAS precisa che questi operatori devono essere adeguatamente formati e addestrati. Inoltre, nella diagnostica di Medicina di Laboratorio Decentrata, il Laboratorio clinico mantiene la responsabilità clinica, organizzativa e del controllo di qualità del sistema.

Questo principio è essenziale. Decentrare l’esecuzione non significa decentrare o rendere incerta la responsabilità.

La rapidità analitica non coincide con la rapidità clinica

Un test può produrre un numero o un esito in poco tempo. Tuttavia, il valore reale emerge solo quando quel risultato può essere identificato, verificato, interpretato e utilizzato nel percorso assistenziale.

Se mancano procedure chiare, possono sorgere problemi molto concreti:

  • chi riceve il risultato e in quali tempi;
  • come vengono gestiti i valori critici;
  • quando il test deve essere ripetuto o confermato dal laboratorio;
  • come si collega il dato alla cartella o al sistema di refertazione;
  • come vengono identificati paziente, operatore, dispositivo, lotto e momento dell’analisi.

La velocità utile, quindi, non è soltanto quella dello strumento. È il tempo che passa tra il quesito clinico e una decisione appropriata e documentata.

Qualità e formazione non sono accessori

Il documento AGENAS dedica attenzione all’assicurazione della qualità, al controllo interno, alla valutazione esterna, alla comparabilità dei risultati, alla manutenzione e alla formazione del personale.

Per una rete POCT affidabile, la formazione iniziale non può essere considerata sufficiente per sempre. Le competenze devono essere mantenute e verificate, mentre le procedure devono rendere riconoscibili eventuali non conformità o condizioni che richiedono un intervento correttivo.

Anche la connessione informatica ha un ruolo clinico. Un risultato che resta isolato sul display o su una stampa locale è più difficile da governare, confrontare e rendere disponibile ai professionisti coinvolti. L’integrazione con i flussi informativi e la refertazione aiuta invece a garantire continuità, tracciabilità e protezione dei dati.

Il ruolo del Laboratorio clinico

La diffusione dei POCT non riduce il valore del Laboratorio clinico. Al contrario, rende ancora più importante la sua funzione di governo della rete diagnostica.

Il laboratorio può contribuire alla scelta delle tecnologie, alla definizione delle procedure, alla formazione degli operatori, al controllo delle prestazioni analitiche e alla gestione dei risultati dubbi o critici. Può inoltre favorire la comparabilità tra il dato ottenuto vicino al paziente e quello prodotto nei sistemi centrali.

La prossimità funziona quando esecuzione, competenze e responsabilità restano collegate. Senza questo legame, il rischio è avere molti punti di analisi ma un percorso frammentato.

Una verifica pratica prima di attivare un nuovo POCT

Come sintesi operativa, e non come sostituzione delle procedure aziendali, ogni progetto POCT dovrebbe riuscire a rispondere con chiarezza ad almeno cinque domande:

  1. Quale decisione clinica deve rendere più tempestiva?
  2. Chi è autorizzato a eseguire il test e come viene verificata la competenza?
  3. Come vengono assicurati controllo di qualità, manutenzione e comparabilità?
  4. Dove confluisce il risultato e come viene garantita la tracciabilità?
  5. Che cosa accade in presenza di un valore critico, dubbio o non coerente?

Se una di queste risposte manca, il problema non riguarda soltanto l’organizzazione: può ridurre il valore clinico della rapidità promessa.

Conclusione

I POCT possono sostenere una sanità territoriale più accessibile e tempestiva, in particolare nelle Case della Comunità e nei percorsi dedicati a cronicità e fragilità. Per ottenere questo risultato, però, non basta distribuire dispositivi.

Servono una governance chiara, operatori competenti, qualità misurabile, sistemi connessi e procedure che trasformino il dato in una decisione assistenziale sicura.

La domanda decisiva non è soltanto quanto velocemente arriva il risultato. È se, una volta arrivato, quel risultato è affidabile, tracciabile e realmente utilizzabile nel percorso di cura.

Fonti

AGENAS, Documento tecnico sui Point of Care Testing (POCT) in ambito territoriale a supporto dell’attuazione del DM 77/2022, versione aggiornata a luglio 2026:
https://www.agenas.gov.it/images/Quaderno_di_Monitor_sui_POCT.pdf

AGENAS, pagina di presentazione del documento, ultima modifica 28 luglio 2026:
https://www.agenas.gov.it/aree-tematiche/comunicazione/monitor-rivista-agenas-old/i-quaderni-di-monitor-%E2%80%93-supplementi-alla-rivista/2710-documento-tecnico-sui-point-of-care-testing-poct-in-ambito-territoriale

Quotidiano Sanità, “Un POCT vicino al cittadino non può essere lontano dal laboratorio”, 2 settembre 2026, contributo editoriale di approfondimento:
https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/un-poct-vicino-al-cittadino-non-puo-essere-lontano-dal-laboratorio/

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