ACCEDI AL SITO
Inserisci il tuo indirizzo mail. Ti verranno recapitate le nuove credenziali di accesso al sito.
DIVENTA CLIENTE

La registrazione è totalmente gratuita, ti consente di sfogliare il nostro catalogo prodotti ed effettuare ordinI online al miglior prezzo dei nostri articoli, con modalità di pagamento personalizzate.
 

Registrati ora
Wishlist

Hai 0 articoli

Carrello

Hai 0 articoli in Carrello

La modifica di un filtro aggiorna automaticamente gli altri filtri disponibili.

Prima del prelievo: identificare, poi procedere

Prima del prelievo: identificare il paziente per collegare persona, richiesta e campione

Pubblicato il 2 novembre 2026

Quando si parla di qualità in laboratorio, è naturale pensare a strumenti, controlli e interpretazione dei risultati. Il percorso comprende però anche un passaggio precedente: stabilire con chiarezza a chi appartiene il campione. Per centri di analisi, punti prelievo e professionisti sanitari, è un tema da rendere visibile nell’organizzazione quotidiana.

Due identificatori, un confronto esplicito

Il documento WHO Patient Identification propone l’impiego di almeno due identificatori, come nome e data di nascita. Il numero della stanza non è un identificatore della persona. Lo stesso documento richiama la corrispondenza tra paziente e prestazione, compresi campioni e risultati di laboratorio. [1]

Coinvolgere la persona nella verifica

La raccomandazione EFLM-COLABIOCLI sul prelievo venoso descrive un’identificazione attiva: chiedere alla persona il proprio nome e la propria data di nascita. Il confronto va fatto con la richiesta dell’esame e, quando le provette sono già etichettate, anche con i dati riportati sulle etichette. Una discordanza richiede di rinviare il prelievo fino alla risoluzione del problema identificativo. [2]

Le indicazioni citate non vanno trasformate in una procedura improvvisata per ogni situazione. Lo stesso documento EFLM-COLABIOCLI non tratta il prelievo nei bambini o nei pazienti incoscienti: questi contesti richiedono percorsi dedicati. [2]

Etichette e tracciabilità fanno parte del percorso

WHO raccomanda l’etichettatura dei contenitori in presenza del paziente e protocolli chiari per mantenere l’identità dei campioni lungo le fasi preanalitica, analitica e postanalitica. Richiama anche l’attenzione agli errori che possono essere moltiplicati automaticamente dai sistemi informatici. Un codice a barre va quindi inserito in un processo progettato e verificato, senza attribuirgli da solo la soluzione di ogni criticità. [1]

Nelle linee guida WHO sul prelievo, il controllo della correttezza delle etichette e dei moduli viene richiamato anche prima dell’invio dei campioni. È un ulteriore momento di verifica della coerenza delle informazioni. [3]

Uno spunto pratico per l’équipe

Come proposta organizzativa, può essere utile dedicare una breve riunione a un caso simulato, privo di dati reali: il nome sulla richiesta coincide, ma la data di nascita è diversa. Il gruppo può descrivere chi rileva la discrepanza, a chi la segnala, come ne viene documentata la risoluzione e chi autorizza la prosecuzione secondo la procedura locale.

Lo scopo dell’esercizio è rendere esplicite le responsabilità e individuare eventuali punti poco chiari. Non è un nuovo obbligo normativo né una misura di efficacia già dimostrata nella propria struttura. Una domanda utile per chi coordina il servizio è se un nuovo collega saprebbe trovare rapidamente la procedura e il riferimento da contattare.

Conclusione

Identificare il paziente significa collegare persona, richiesta e campione attraverso passaggi comprensibili e condivisi. Rendere questo controllo riconoscibile nel lavoro quotidiano è un tema di qualità del servizio e di comunicazione tra professionisti.

Fonti consultate il 2 novembre 2026

[1] WHO Collaborating Centre for Patient Safety Solutions, Patient Identification, volume 1, soluzione 2, maggio 2007.
https://cdn.who.int/media/docs/default-source/patient-safety/patient-safety-solutions/ps-solution2-patient-identification.pdf?sfvrsn=ff81d7f9_6

[2] Simundic e collaboratori, Joint EFLM-COLABIOCLI Recommendation for venous blood sampling, 2018. DOI: 10.1515/cclm-2018-0602.
https://cms.ifcc.org/media/477460/cclm_-joint_eflm-colabiocli_rec-for-venous-blood-sampling.pdf

[3] WHO, Guidelines on Drawing Blood: Best Practices in Phlebotomy, 2010, capitolo Best practices in phlebotomy.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK138665/

Cerca nel blog

Cerca per categoria

Calendario

LMMGVSD
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30      

Tag cloud

Nessun Contenuto
©  2025 Tutti i diritti riservati. Realizzato da Microtec Srl