SICUREZZA DEL PAZIENTE E PRESA IN CARICO
Il referto è pronto: come rendere più chiaro il passaggio alla presa in carico
Pubblicato il 14 settembre 2026 | Tempo di lettura: 4 minuti | A cura della redazione Medaca
In vista del 17 settembre 2026, la Giornata mondiale della sicurezza del paziente offre a laboratori, centri analisi e professionisti sanitari un’occasione per discutere un passaggio quotidiano: che cosa succede dopo che un referto è stato validato e reso disponibile?
Il tema scelto dall’Organizzazione mondiale della sanità per il 2026 è la sicurezza delle cure per le persone con malattie non trasmissibili. La campagna richiama l’attenzione sui rischi lungo il percorso, dalla prevenzione e diagnosi alla gestione nel tempo, e sul coinvolgimento delle persone assistite.
La disponibilità del referto e la sua presa in carico sono momenti diversi. Il primo riguarda l’accesso al documento; il secondo richiede che siano chiari destinatari, responsabilità e passaggi successivi. Da questa distinzione nasce una proposta di confronto organizzativo per chi lavora nella diagnostica.
1. Rendere esplicito il passaggio di responsabilità
Un punto da esaminare in équipe è il percorso del risultato: a chi arriva, attraverso quale canale e chi gestisce l’eventuale seguito clinico? Le risposte possono cambiare tra un esame ambulatoriale, una richiesta ospedaliera e un controllo periodico.
Un esercizio utile è ricostruire un caso tipo, senza dati identificativi, dalla richiesta fino alla presa visione. L’obiettivo è individuare eventuali passaggi nei quali ciascun operatore presume che agirà qualcun altro. Il laboratorio e il professionista responsabile della gestione clinica hanno ruoli distinti: il percorso dovrebbe renderli comprensibili anche al paziente.
2. Esaminare la comunicazione dei risultati critici
Per i risultati che rientrano nei criteri di criticità adottati dalla struttura, il confronto può partire dalle procedure esistenti: chi contatta il destinatario, come viene registrata la comunicazione e quale passaggio è previsto se il primo interlocutore non è raggiungibile?
Non tutti i valori fuori intervallo sono risultati critici. Criteri, tempi e modalità di comunicazione vanno gestiti secondo le procedure applicabili e le responsabilità professionali. Questo articolo non propone soglie cliniche né sostituisce tali procedure.
3. Chiarire al paziente il passaggio successivo
Un referto accessibile online risolve il problema della disponibilità del documento. È utile verificare separatamente se le istruzioni permettono alla persona di capire a chi rivolgersi per discuterlo e come ottenere assistenza quando incontra difficoltà di accesso.
Come spunto pratico, il centro può rileggere il messaggio di consegna dal punto di vista di chi non conosce l’organizzazione: indica un contatto comprensibile? Distingue il supporto per scaricare il documento dal confronto clinico sul risultato? Usa parole semplici?
4. Scegliere una verifica piccola e concreta
Per trasformare la ricorrenza in un momento di lavoro, proponiamo una breve revisione interna di alcuni percorsi conclusi, nel rispetto della riservatezza. Le domande possono riguardare la chiarezza dei destinatari, la documentazione delle comunicazioni previste e la comprensibilità delle istruzioni consegnate.
È una proposta editoriale di miglioramento organizzativo, non una checklist ufficiale dell’OMS e non un nuovo obbligo introdotto dalla campagna. Ogni struttura può valutarla e adattarla al proprio contesto.
Conclusione
La sicurezza del paziente merita attenzione anche nel passaggio tra un documento disponibile e un risultato effettivamente preso in carico. Per il prossimo confronto tra laboratorio e clinici, una domanda concreta è: nel nostro percorso, come rendiamo visibile questo passaggio?
Fonte e contesto
OMS, World Patient Safety Day 2026, 17 settembre 2026: https://www.who.int/campaigns/world-patient-safety-day/2026
Fonte consultata il 14 settembre 2026. Il tema e l’inquadramento della campagna provengono dall’OMS; le domande operative per laboratori e centri analisi sono un’elaborazione editoriale. Contenuto rivolto ai professionisti, senza indicazioni cliniche individuali.
Il referto è pronto: come rendere più chiaro il passaggio alla presa in carico
Pubblicato il 14 settembre 2026 | Tempo di lettura: 4 minuti | A cura della redazione Medaca
In vista del 17 settembre 2026, la Giornata mondiale della sicurezza del paziente offre a laboratori, centri analisi e professionisti sanitari un’occasione per discutere un passaggio quotidiano: che cosa succede dopo che un referto è stato validato e reso disponibile?
Il tema scelto dall’Organizzazione mondiale della sanità per il 2026 è la sicurezza delle cure per le persone con malattie non trasmissibili. La campagna richiama l’attenzione sui rischi lungo il percorso, dalla prevenzione e diagnosi alla gestione nel tempo, e sul coinvolgimento delle persone assistite.
La disponibilità del referto e la sua presa in carico sono momenti diversi. Il primo riguarda l’accesso al documento; il secondo richiede che siano chiari destinatari, responsabilità e passaggi successivi. Da questa distinzione nasce una proposta di confronto organizzativo per chi lavora nella diagnostica.
1. Rendere esplicito il passaggio di responsabilità
Un punto da esaminare in équipe è il percorso del risultato: a chi arriva, attraverso quale canale e chi gestisce l’eventuale seguito clinico? Le risposte possono cambiare tra un esame ambulatoriale, una richiesta ospedaliera e un controllo periodico.
Un esercizio utile è ricostruire un caso tipo, senza dati identificativi, dalla richiesta fino alla presa visione. L’obiettivo è individuare eventuali passaggi nei quali ciascun operatore presume che agirà qualcun altro. Il laboratorio e il professionista responsabile della gestione clinica hanno ruoli distinti: il percorso dovrebbe renderli comprensibili anche al paziente.
2. Esaminare la comunicazione dei risultati critici
Per i risultati che rientrano nei criteri di criticità adottati dalla struttura, il confronto può partire dalle procedure esistenti: chi contatta il destinatario, come viene registrata la comunicazione e quale passaggio è previsto se il primo interlocutore non è raggiungibile?
Non tutti i valori fuori intervallo sono risultati critici. Criteri, tempi e modalità di comunicazione vanno gestiti secondo le procedure applicabili e le responsabilità professionali. Questo articolo non propone soglie cliniche né sostituisce tali procedure.
3. Chiarire al paziente il passaggio successivo
Un referto accessibile online risolve il problema della disponibilità del documento. È utile verificare separatamente se le istruzioni permettono alla persona di capire a chi rivolgersi per discuterlo e come ottenere assistenza quando incontra difficoltà di accesso.
Come spunto pratico, il centro può rileggere il messaggio di consegna dal punto di vista di chi non conosce l’organizzazione: indica un contatto comprensibile? Distingue il supporto per scaricare il documento dal confronto clinico sul risultato? Usa parole semplici?
4. Scegliere una verifica piccola e concreta
Per trasformare la ricorrenza in un momento di lavoro, proponiamo una breve revisione interna di alcuni percorsi conclusi, nel rispetto della riservatezza. Le domande possono riguardare la chiarezza dei destinatari, la documentazione delle comunicazioni previste e la comprensibilità delle istruzioni consegnate.
È una proposta editoriale di miglioramento organizzativo, non una checklist ufficiale dell’OMS e non un nuovo obbligo introdotto dalla campagna. Ogni struttura può valutarla e adattarla al proprio contesto.
Conclusione
La sicurezza del paziente merita attenzione anche nel passaggio tra un documento disponibile e un risultato effettivamente preso in carico. Per il prossimo confronto tra laboratorio e clinici, una domanda concreta è: nel nostro percorso, come rendiamo visibile questo passaggio?
Fonte e contesto
OMS, World Patient Safety Day 2026, 17 settembre 2026: https://www.who.int/campaigns/world-patient-safety-day/2026
Fonte consultata il 14 settembre 2026. Il tema e l’inquadramento della campagna provengono dall’OMS; le domande operative per laboratori e centri analisi sono un’elaborazione editoriale. Contenuto rivolto ai professionisti, senza indicazioni cliniche individuali.