Laboratori Europei di Riferimento: perché la qualità dei test è un’infrastruttura di sanità pubblica
La qualità di un test diagnostico non si misura soltanto dalla rapidità con cui viene prodotto un risultato. Conta anche quanto quel risultato sia affidabile, comparabile con quello ottenuto in altri laboratori e utilizzabile nei sistemi di sorveglianza.
È questo il motivo per cui le reti dei Laboratori Europei di Riferimento per la sanità pubblica hanno un ruolo che va oltre la singola struttura. Collegano competenze, procedure, materiali di riferimento e dati, con l’obiettivo di rendere più coerenti le attività diagnostiche nei diversi Paesi.
Una call europea in quattro aree
La Commissione Europea ha aperto quattro nuove call per la designazione di EU Reference Laboratories (EURLs) di sanità pubblica. Le aree individuate sono:
- Clostridioides difficile
- Batteri a trasmissione sessuale
- Micobatteri
- Batteri invasivi
La procedura è aperta dall’11 marzo 2026 e la scadenza per presentare la candidatura è fissata al 19 agosto 2026 alle ore 12:00 CEST. Il pubblico di riferimento è composto soprattutto da realtà di sanità pubblica e microbiologia.
La selezione delle aree è collegata al parere scientifico dell’ECDC, che ha indicato questi ambiti per rafforzare il supporto ai laboratori e la capacità europea di risposta rispetto a patogeni di rilevanza e impatto elevati.
Che cosa fanno i Laboratori Europei di Riferimento
Un EURL non è semplicemente un laboratorio con una dotazione tecnologica avanzata. La sua funzione è mettere a disposizione competenze e strumenti utili all’intera rete.
Tra le attività indicate dall’ECDC rientrano:
- Sviluppo e diffusione di diagnostiche di riferimento e protocolli standardizzati;
- Fornitura di materiali di riferimento;
- Programmi di valutazione esterna di qualità;
- Consulenza scientifica e assistenza tecnica;
- Collaborazione e ricerca;
- Supporto alla risposta ai focolai;
- Formazione e rafforzamento delle capacità dei laboratori.
Il valore di questo modello sta nella comparabilità. Se laboratori diversi utilizzano criteri, metodi e controlli coerenti, i dati possono essere confrontati con maggiore solidità. Questo rende più efficace la sorveglianza e aiuta le autorità sanitarie a leggere prima i cambiamenti epidemiologici.
Perché il tema interessa ai laboratori italiani
Per un laboratorio italiano, la call può essere letta su due livelli.
Il primo è operativo: capire se competenze, sistemi di qualità, capacità analitiche, personale e rete di partner sono coerenti con i requisiti della candidatura. Non significa che ogni struttura debba candidarsi. Significa valutare con realismo se esiste una capacità scientifica e organizzativa adeguata a lavorare in una rete europea.
Il secondo livello riguarda il lavoro quotidiano, anche per i laboratori che non presenteranno una candidatura. Le funzioni degli EURL mettono infatti in evidenza alcuni elementi che ogni servizio di microbiologia dovrebbe presidiare:
- Metodi ben documentati e verificati;
- Partecipazione a programmi di qualità e gestione delle eventuali non conformità;
- Tracciabilità del campione, del processo e del dato prodotto;
- Formazione continua degli operatori;
- Capacità di dialogare con clinici, direzioni sanitarie e sanità pubblica.
La procedura italiana per la Letter of Endorsement
Il Ministero della Salute ha pubblicato una procedura dedicata al rilascio della “Letter of Endorsement” per le candidature a Laboratorio Europeo di Riferimento. Per le organizzazioni italiane interessate, questo è un passaggio da verificare insieme ai requisiti e alle scadenze della call europea.
La scadenza comunitaria è il 19 agosto 2026 alle ore 12:00 CEST. In vista di questo termine, un laboratorio dovrebbe controllare per tempo la documentazione richiesta, l’eventuale composizione del consorzio, le responsabilità dei partner e la coerenza tra attività dichiarate e capacità realmente disponibili.
La qualità diagnostica come infrastruttura
Il punto più importante non è soltanto la possibilità di ottenere una designazione europea. È il principio organizzativo che la call rende evidente: la qualità diagnostica non è un passaggio isolato del laboratorio, ma una infrastruttura che sostiene prevenzione, sorveglianza e decisioni sanitarie.
Un risultato di laboratorio diventa più utile quando è:
- Tecnicamente robusto;
- Confrontabile con risultati prodotti altrove;
- Collegato a procedure di controllo della qualità;
- Disponibile nei tempi necessari;
- Interpretabile nel contesto clinico ed epidemiologico.
Per questo la domanda da portare nella pratica quotidiana non è soltanto “abbiamo il test?”. È anche: “quanto è solido il percorso che porta dal campione al dato?”.
Conclusione
La nuova call europea riguarda quattro aree specialistiche, ma il messaggio è più ampio. La microbiologia di qualità richiede reti, metodi condivisi, competenze e dati affidabili.
Per i laboratori italiani può essere un’opportunità di candidatura, ma anche uno spunto per una verifica interna: procedure, controlli, formazione, tracciabilità e capacità di collaborazione sono davvero pronti per un sistema di sorveglianza sempre più integrato?
